domenica 22 giugno 2008

Cuore Azzurro: Siamo ancora vivi.
I galletti lasciano Euro2008 a cresta bassa.

Pirlo e De Rossi stendono i Blues.
Domenech recrimina: "Espulsione bizzarra".
Nei quarti ci aspetta la Spagna maraVILLA.


Con la partita di martedì sera il gruppo C conquista a pieno titolo l'etichetta di "Gruppo dei tabù sfatati". Dopo l'Olanda, capace di battere gli azzurri trent'anni dopo, ecco l'Italia fare la medesima cosa ai danni dei francesi.
Erano in corso di svolgimento i Mondiali '78 e, nella prima gara del girone eliminatorio, i "ragazzi" di Bearzot ribaltarono l'immediato vantaggio francese di Lacombe grazie a Paolo Rossi e Zaccarelli, fissando il risultato finale sul 2-1.
Non li battevamo (nei tempi regolamentari) da trent'anni, è vero. Ma piegarli ai rigori, nella partita più importante del panorama calcistico, è stato ugualmente eccitante. O sbaglio? Quarta stella e adieux mes amis.
Per non rendere disastrosa la spedizione in Austria e Svizzera eravamo costretti a battere la Francia sperando che la Romania, impegnata a Berna contro l'Olanda, non vinca.
Negli occhi degli atleti azzurri c'è la luce di chi è disposto a tutto per ottenere l'intera posta in gioco.
La gara si mette subito in discesa per l'Italia: Toni dopo soli tre minuti ha l'occasione giusta ma la spreca malamente. Pochi minuti dopo Frank Ribery è costretto ad uscire vittima di un infortunio piuttosto serio, i transalpini perdono così uno dei giocatori più temibili della loro formazione.
All'undicesimo minuto Mekelele respinge sulla linea una deviazione di testa di Panucci. Poi la svolta. Toni aggancia alla perfezione un lancio di 50 metri di Pirlo, Abidal lo stende senza troppi complimenti: rosso per lui e rigore per noi. Dal dischetto Andrea Pirlo trasforma.
I Blues accusano il colpo e, prima della fine del primo tempo, Grosso colpisce il palo con un'ottima punizione.
Nella ripresa gli uomini di Domenech cercano il pari dimostrando però di avere poche idee in merito. Le volte che riescono a proporsi in attacco, trovano sulla loro strada un Buffon in grande spolvero.
A circa metà della seconda frazione di gioco gli azzurri chiudono i conti. Punizione di De Rossi deviata da Henry ed imprendibile per Coupet. I ragazzi di Donadoni sbrigano al meglio la pratica Francia, nel frattempo l'Olanda piega senza grande sforzo, una Romania troppo rinunciataria e forse con la testa già ai quarti.
Nel post partita Domenech parlerà di "partita condizionata" e di "espulsione bizzarra", di bizzarro c'è sicuramente il fatto che non abbia null'altro da dire se non chiedere la mano della sua amata Estelle a mezzo stampa.
Ora ci apprestiamo ad affrontare la Spagna di Aragones per centrare la semifinale. Le "Furie Rosse" hanno dalla loro grandissime individualità quali Torres, Villa, Xavi e Fabregas ma in difesa, complice il periodo opaco di Ramos e Pujol, diventano più che vulnerabili.

mercoledì 11 giugno 2008

Una cascata di Aranciata sugli azzurri

Un'Italia assente ingiustificata fa divertire gli Oranje.
Donadoni: "Questa sconfitta deve caricarci in vista dei
prossimi impegni".
Buffon: "Chiediamo scusa agli italiani".

Nel match delle 18.00 Francia e Romania finiscono a reti bianche.


Olanda-Italia.
30 anni. Tanto era passato dall'ultima sconfitta azzurra ad opera degli arancioni. Girone semifinale dei Mondiali '78 e anche in quell'occasione fecero tutto i nostri avversari: autorete di Brandts (che si rifece nel secondo tempo pareggiando) e gol vittoria di Haan.
In tema di precedenti la mente dei tifosi italiani scorre immediatamente al 29 giugno 2000, semifinale del Campionato Europeo. Zambrotta espulso dopo mezz'ora, olandesi padroni del campo e del gioco ma incapaci di realizzare i due rigori conquistati (parata di Toldo su De Boer e palo di Kluivert). E' una serata da sogno per Toldo che trascina letteralmente i suoi compagni ai calci di rigori e, nella lotteria che in più di un'occasione ci aveva visti perdenti ('90, '94, '98), para altri due penalty spalancandoci le porte della finale.
Otto anni dopo le due compagini si ritrovano avversarie, gli azzurri arrivano all'esordio europeo con la pesante etichetta di Campioni del Mondo mentre la squadra allenata di Van Basten , che a fine Europei lascerà la guida tecnica della nazionale olandese per approdare all'Ajax, appare troppo sottovalutata dai media. Nessuno dubita della vittoria dell'Italia nonostante la pesantissima assenza del capitano Fabio Cannavaro.
Ed invece, come accade spesso, i fatti smentiscono le parole. L'Italia entra in campo molle e l'Olanda ci mette poco a prendere in mano il comando delle operazioni.
Dopo avere sprecato un'ottima occasione su passaggio di Kuyt, Van Nistelrooy sblocca il risultato 26° quando devia in rete in apparente posizione di fuorigioco. Lo tiene invece in gioco Panucci infortunato oltre la linea di fondo.
Gli azzurri cercano la reazione immediata e si gettano subito all'attacco. Purtroppo lo fanno in modo confusionario e cinque minuti dopo il vantaggio, gli Oranje raddoppiano. Azione da manuale in contropiede e raddoppio di Sneijder che a fine gara parlerà di "azione da fare vedere nelle scuole calcio".
L'Italia latita in ogni reparto. La difesa, con Materazzi e Barzagli, è insicura, il centrocampo dei tre milanisti (Gattuso, Pirlo, Ambrosini) non imposta e non fa filtro, gli avanti non pungono.
Si va al riposo sul risultato di 2-0, non prima di aver visto un'altra occasione capitata sui piedi di Van Nistelrooy e salvata da Buffon.
Nella ripresa, forse un po' tardivamente, Donadoni prova a cambiare qualcosa: Grosso, Del Piero e Cassano prendono il posto di Materazzi, Di Natale e Camoranesi.
Del Piero si libera due volte al tiro e Cassano fornisce a Toni un ottimo assist vanificato però dal bomber in forza al Bayern.
Grosso spinge forte e va vicinissimo al gol facendosi però respingere la conclusione ravvicinata da Van Der Sar. Il portiere ex Juve si ripete poco dopo respingendo una pericolosa punizione di Pirlo.
L'Italia è tutta qui e, ancora una volta in contropiede, l'Olanda trova il gol del 3-0 con Van Bronkhorst.
Il post partita è un coro unanime di critiche verso Donadoni, colpevole secondo i più, di avere schierato un Materazzi fuori forma, di avere lasciato in panchina De Rossi e di non avere inserito dal primo minuto almeno uno fra Del Piero e Cassano.
Chiunque col senno di poi, avrebbe fatto scelte diverse ma pochi alla vigilia avrebbero definito inopportuna la formazione poi scesa in campo.
Adesso non si può più sbagliare, servono due vittorie contro Romania e Francia. E questa nazionale può ottenerle.

Francia-Romania.
Nell'altra partita valevole per il gruppo C, Francia e Romania non vanno oltre lo 0-0.
Domenech deve rinunciare al convalescente Vieria e lo sostituisce con Toulalan. In attacco spazio ad Anelka preferito all'acciaccato Henry.
La Romania recita alla perfezione un copione già scritto: per prima cosa non prenderle, e ci riesce benissimo. Le punte francesi si scontrano con l'arcigna difesa rumena che però qualcosa concede come quando Abidal colpisce di testa indisturbato in area mandando il pallone alto.
La Francia prova a cambiare con l'inserimento di Nasri e Gomis al posto degli spenti Benzema e Anelka.
Il leit-motiv resta lo stesso con la Francia poco brillante e la Romania che tiene duro dietro. Gli attacchi dei Blues sono evanescenti e al triplice fischio fanno festa solo i tifosi rumeni.

martedì 10 giugno 2008

Podolski trascina la Germania
Croazia: vittoria di rigore

L'uno-due della punta del Bayern stende la Polonia.
Per i croati rigore lampo e bottino pieno.



Austria-Croazia.
Dopo la sconfitta della Svizzera nel match inaugurale della manifestazione, anche il secondo paese ospitante viene sconfitto alla prima uscita. E per giunta con il medesimo risultato.
Le statistiche non lasciavano presagire nulla di buono per gli uomini di
Hickersberger; infatti la Croazia non è mai uscita sconfitta dalla gara d'esordio di questa manifestazione.
I padroni di casa non hanno nemmeno il tempo di prendere confidenza con la posizione da tenere in campo che la partita prende una svolta che si rivelerà decisiva: fallo netto in area di Aufhauser su Olic. Rigore sacrosanto. Il neo acquisto del Tottenham, Luka Modrić, trasforma il penalty più veloce della storia dei campionati europei di calcio.
Sono passati appena quattro minuti e per l'Austria è già in salita.
I croati continuano a spingere e si rendono pericolosi dalle parti di Macho grazie agli avanti Olic e Petric.
Il secondo tempo vede scendere in campo un'Austria trasformata. Merito soprattutto delle sostituzioni azzeccate. Vastic e Korkmaz portano subito vivacità alla partita, quest'ultimo impegna severamente da fuori il portiere croato Pletikosa, costringendolo ad una non facile respinta.
Kienast, infine, ultimo subentrato tra le fila austriache, sfiora il gol del pareggio nei minuti di recupero: il suo colpo di testa passa vicino al palo.
L'Austria deve assolutamente vincere il prossimo incontro contro la Polonia se vuole mantenere qualche speranza di approdare ai quarti di finale anche se, onestamente, il discorso qualificazione sembra essere segnato in favore di Croazia e Germania.

Germania-Polonia.
Dortmund, Westfalenstadion, 4 luglio 2006. Ore 23.30 circa: Le speranze tedesche di raggiungere la finale dei Mondiali casalinghi sono state spazzate via da due reti dell'Italia al 119' e 121' minuto di gioco. La Coppa del Mondo tornerà a casa degli italiani dopo ben ventiquattro anni. E' da questa estromissione che partono i desideri di rivalsa e di riscatto degli uomini di
Joachim Löw (subentrato al dimissionario Jürgen Klinsmann nell'Agosto 2006), desiderosi di conquistare un trofeo che manca dal 1996 quando una doppietta di Bierhoff consentì ai tedeschi di vincere il terzo europeo della loro storia (ultimo titolo messo in bacheca).
Dodici anni dopo la Germania esordisce nella tredicesima edizione dei campionati europei affrontando la Polonia, incontro valido per il raggruppamento B. Nel prepartita va registrato l'arresto di un centinaio di tifosi tedeschi, autori di cori nazisti e offese razziste rivolti ai supporter polacchi.
La Polonia parte bene senza alcun complesso reverenziale ma sono i giocatori in maglia bianca a sfiorare il gol con Mario Gomez dopo appena quattro minuti. E' il preludio al vantaggio che arriva al 19° minuto. La difesa polacca sale in ritardo sul passaggio filtrante di Gomez e Klose può appoggiare per Podolski per la più facile delle segnature. Assist e rete di due giocatori dalle chiare origini polacche.
La formazione di Leo Beenhakker non si scompone e a dieci minuti dall'intervallo una conclusione di Zurawski mette i brividi a Lehmann.
La seconda frazione di gioco scivola via fino al 60° quando Smolarek viene fermato per un fuorigioco molto più che dubbio. La Polonia sembra crederci ma i tedeschi si rifanno sotto con una conclusione di Ballack respinta da Boruc, e chiudono i conti al 72° con un tiro al volo di Podolski lasciato libero di concludere da solo in area di rigore.
La partita finisce qui. Polonia punita oltre i propri demeriti dalla solita Germania, poco spettacolare ma tremendamente concreta.

domenica 8 giugno 2008

Euro2008 al via: Portogallo e Rep. Ceca ok.

Portogallo show: Ronaldo primo attore.
Cinismo Ceco: Svěrkoš punisce i padroni di casa.

Svizzera-Rep. Ceca.
La tredicesima edizione dei campionati europei si apre con il primo impegno di uno dei paesi ospitanti: La Svizzera. Gli elvetici degli "italiani" Inler e Behrami, affrontano la Repubblica Ceca di Ujfalusi & co.

Primo tempo statico da parte degli uomini di Brückner che badano più alla fase difensiva che a quella propositiva. I cechi dal canto loro possono contare su una difesa quasi imperforabile: solo 5 reti subite durante le gare di qualificazione.
La prima frazione è tutta di stampo svizzero.
Inler è il metronomo perfetto della squadra di Köbi Kuhn e Behrami imperversa sulla fascia destra tenendo in apprensione la retroguardia ceca.
Cech però si dimostra all'altezza della sua fama, la soglia di attenzione sempre alta gli consente di chiudere con precisione su Frei. La punta svizzera in forza al Wolfsburg è poi costretta ad uscire vittima di uno scontro fortuito a centrocampo. La diagnosi sa di Europeo finito: distorsione del ginocchio con lesione del collaterale ed interessamento del crociato.
Nel secondo tempo l'allenatore ceco effettua il cambio decisivo: Fuori uno spento
Koller e dentro il giovane Svěrkoš, punta del Banik Ostrava. Il numero 10 approfitta di un'indecisione della difese elvetica su un pallone alto e beffa Benaglio di esterno destro.
I rossocrociati cercano immediatamente la rete del pareggio e vanno vicini a trovarla: Su respinta di Cech, il nuovo entrato
Vonlanthen colpisce però la traversa da due metri.
Per la Repubblica Ceca massimo utile con il minimo sforzo, la Svizzera può rammaricarsi per le occasioni non concretizzate ma deve iniziare da subito a pensare al prossimo decisivo impegno contro la Turchia.

Portogallo-Turchia.
Il ricordo dell'ultima partita di un Campionato europeo per i portoghesi è amaro anzi amarissimo. Quattro anni fa iniziarono e conclusero la loro avventura casalinga sconfitti dalla Grecia di Otto Rehhagel. Ma se la prima imposizione greca non lasciò alcun segno, l'ultima impedì agli uomini di Scolari di sollevare il primo trofeo della storia del Portogallo.
Riparte da qui il Portogallo, con quella delusione sempre ben presente nella testa di chi la visse sul campo, allo stadio o davanti alla
tv.
Quattro anni dopo i lusitani non potevano esordire in maniera migliore. 2-0 secco alla Turchia di
Terim, risultato che avrebbe potuto assumere proporzioni ben diverse.
Cristiano
Ronaldo è una costante spina nel fianco per la difesa turca e va vicinissimo al gol con una punizione da distanza considerevole che si stampa sul palo dopo una deviazione di Volkan.
Il Portogallo sfrutta la qualità dei suoi
uomini migliori, ma a sbloccare il risultato è l'uomo che non ti aspetti: Pepe.
Il difensore del Real Madrid, al quale è stato annullato un gol nel primo tempo, si propone in avanti e dopo aver chiuso un triangolo con
Nuno Gomes, deposita in rete il pallone dell' 1-0.
I portoghesi illuminano lo stadio di Ginevra con giocate d'alta qualità, ma manca sempre la cattiveria necessaria a chiudere la partita.
La Turchia non reagisce, almeno non tanto da mettere in serio pericolo il Portogallo che invece a tempo scaduto trova il 2-0 con
Raul Mereiles.
Scolari può essere più che soddisfatto della gara dei suoi, unico rammarico l'incapacità di chiudere la gara al più presto. Ed ora mente rivolta alla Repubblica Ceca prossima avversaria, un'altra permetterebbe a Cristiano
Ronaldo & co. di staccare il biglietto per i quarti di finale.

mercoledì 21 maggio 2008

Inter Campione d'Italia
Quelli che...il 5 Maggio non lo ripetono

Torna Ibrahimovic e l'Inter si prende lo Scudetto.
Fiorentina in paradiso, Milan: Purgatorio Uefa.
Empoli e Parma raggiungono il Livorno in B.


Stadio G. Meazza, 11 Maggio 2008, ore 16.50 circa, Gava fischia la fine di Inter-Siena ed il pubblico di S. Siro sommerge di fischi la squadra nerazzurra. Sono fischi di frustrazione e rabbia per non avere messo le mani sul titolo nell'occasione ideale per farlo.
Una sparuta minoranza di sostenitori interisti aspetta l'uscita del pullman ed inscena una mini-contestazione. Dopo la sconfitta nel derby c'era il desiderio di chiudere una volta per tutte la contesa tricolore con la Roma, ma il rinvio del verdetto all'ultima giornata mette in agitazione la tifoseria nerazzurra, delusa dall'aver visto sprecare due matchpoint nelle ultime due partite.
Inizia così una delle settimane più dure del campionato dell'Inter. Iniziano a riaffiorare i ricordi del 5 maggio 2002, dello Scudetto perso all'ultima giornata.
La settimana scorre lentamente tra dichiarazioni d'intenti, desideri di vittoria e di sorpasso e intercettazioni. Sì, intercettazioni. Infatti a metà settimana vengono pubblicate le trascrizioni di alcune telefonate dal contenuto discutibile intercorse tra un tale Domenico Brescia e alcuni esponenti della società Inter tra i quali l'allenatore e il capitano della squadra.
L'Inter entra i silenzio stampa per evitare polemiche, ma la tempistica con la quale sono state rese note le intercettazioni infastidisce e non poco in via Durini.
Si arriva in questo clima all'ultima giornata. La Roma ha la mente libera, gioca senza pressioni e all'ottavo minuto è già in vantaggio nonché virtualmente Campione d'Italia. I romanisti vorrebbero che Crono, sovrano del tempo, ne fermasse lo scorrere. Impossibile.
A Parma la partita non regala particolari emozioni, almeno non fino all'ingresso in campo di Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese cambia la partita. Uno-due ammazza Parma in quindici minuti, Inter Campione d'Italia e tanti saluti alla Roma.
Al triplice fischio di Rocchi (con il quale l'Inter non aveva mai vinto), esplode la gioia dei calciatori nerazzurri, della società, dello staff tecnico e di tutti gli interisti d'Italia.
Si conclude così un Campionato insospettabilmente avvincente considerato il tenore della marcia iniziale degli uomini di Mancini. Ed è proprio nella prima parte di stagione che l'Inter ha vinto lo Scudetto, mettendo tanti punti in cascina in grado di attutire quelli persi nella seconda parte.
I molteplici infortuni e un fisiologico calo fisico hanno contribuito a reinserire la Roma nella lotta Tricolore. Un Campionato meritato dunque, come sarebbe stato meritato qualora a spuntarla fosse stata la squadra di Spalletti.
Nella capitale tiene ancora banco il discorso arbitri, qualche giocatore sostiene che l'Inter sia stata favorita da più di un caso. Sicuramente si è verificato qualche episodio controverso, e probabilmente quest'anno i torti subiti dai campioni d'Italia non compenseranno i favori, ma appare pretestuosa una tale delegittimazione dei meriti dell'Inter.
Scudetto in archivio dunque, ora è tempo di calciomercato e in casa dei Campioni tiene banco il caso Mancini: Va o Resta? A breve è previsto un incontro tra il patron Moratti e il tecnico di Jesi, una cosa è certa: Mancini è ancora una volta Campione d'Italia, staremo a vedere se sarà lui a guidare l'Inter alla difesa del titolo.

Champions.
Al Milan non riesce il sorpasso. I rossoneri piegano 4-1 l'Udinese ma a Torino la Fiorentina supera i granata grazie ad un gol capolavoro di Osvaldo e stacca il biglietto, meritatamente, per l'Europa che conta (preliminari permettendo).
Il Milan riparte dalla Coppa Uefa dopo cinque anni consecutivi di Champions targati Ancelotti, anni arricchiti da due affermazioni e funestati da serate quali Istanbul La Coruna.
In via Turati si sta facendo il punto della situazione con la consapevolezza che servirà operare oculatamente sul mercato per poter raggiungere l'obbiettivo messo per forza di cose in cima alla lista: Lo scudetto.

Salvezza.
Empoli e Parma raggiungono il Livorno in serie B. Mentre il Catania pareggia meritatamente la gara con la Roma e raggiunge l'ultimo posto in paradiso.
Il presidente empolese Corsi ha annunciato che sarà un cavallo di ritorno a guidare la squadra alla risalita in A: Silvio Baldini.
A Parma invece non è dato sapere se Andrea Manzo darà seguito alla sua breve carriera sulla panchina dei ducali anche nella serie cadetta.
Ora si aspetta la fine del campionato di serie B per sapere quali squadre andranno a riempire i vuoti lasciati dalle retrocesse dalla serie A.

martedì 13 maggio 2008

Sciagurata Inter: Ora è vietato sbagliare
Milan in fase REM, la Fiorentina lo ri-supera

Materazzi rovina la festa, al Tardini ultimo match-point.
Rossoneri non pervenuti, su Firenze splende il sole.
Cagliari e Reggina salve. Empoli, Parma e Catania sperano.


Ammettiamolo: Amiamo il calcio anche per questo. Per questi corsi e ricorsi storici che si intrecciano con l'attuale, ad anni di distanza, come se si dovesse chiudere un cerchio tracciato anni prima.
A sei giorni dall'ultima giornata un flashback è d'obbligo, e ci riporta ad una data nefasta per tutti i tifosi nerazzurri: 5 Maggio 2002.
Sulla panchina interista siede l' "hombre vertical" alias Hector Cuper, tecnico argentino misosi in luce a Maiorca e Valencia facendo però incetta solo di secondi posti.
L'Inter è di scena allo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio. Si gioca lo Scudetto.
Arriva a questa sfida con il rimpianto di avere perso tre punti importantissimi in casa contro l'Atalanta, con le polemiche per l'arbitraggio di De Santis a Verona col Chievo, ma con la consapevolezza di essere arbitri del proprio destino.
Ed invece succede l'inimmaginabile. In uno stadio dove perfino i tifosi laziali, gemellati con gli interisti e messi in allarme da un'eventuale vittoria tricolore della Roma, sostengono i nerazzurri, l'Inter compie un suicidio sportivo: Va in vantaggio per due volte e per due volte viene raggiunta salvo poi soccombere 4-2. Tricolore sfumato e rivali juventini a festeggiare una vittoria insperata.
Mandiamo avanti veloce il nastro del tempo, e torniamo ai giorni nostri.
Tra cinque giorni torna a giocarsi un Campionato all'ultimo turno dopo quel 5 maggio, questa volta La Partita (maiuscolo voluto) sarà di scena a Parma. Sulla panchina dei ducali siede una vecchia conoscenza del pubblico nerazzurro: Hector Cuper. E via di congetture all'italiana, via di immaginazione, via di gufate più o meno spudorate.
Corsi e ricorsi storici dunque. Chiusura di un cerchio. No. O meglio, non più. Non questa volta.
Il presidente del Parma, con il dichiarato intento di dare una scossa all'ambiente, esonera il tecnico di Chabas. Resta un solo filo conduttore a distanza di sei anni: Giocarsi un tricolore all'ultima giornata come allora, anche oggi arrivando all'ultimo atto con un solo punto di vantaggio sulla seconda.
Anche le recriminazioni ci sono oggi come c'erano nel 2002. L'ultima si chiama Inter-Siena, sottotitolo:Materazzi.
L'Inter dopo avere fallito il primo match-point nel derby è consapevole che contro il Siena, davanti ad uno stadio pieno in ogni ordine di posti, non avrebbe potuto/dovuto sbagliare. Ed invece lo champagne rimane in frigorifero proprio mentre si stavano preparando i flûte. Proprio quando Materazzi scavalca le gerarchie e decide di battere il rigore-Scudetto. Manninger para e ai tifosi interisti l'urlo di gioia resta in gola. E lì dovrà stare almeno per altri cinque giorni, se fuoriuscirà lo decreterà il campo, la voglia di vincere, la voglia di salvarsi. L' "hombre vertical" seguirà da lontano con la speranza che i calici nerazzurri lascino spazio ai bicchieri di Lambrusco, magari accompagnati da qualche fetta di Prosciutto...

Champions.
Dopo la vittoria rossonera nel derby, in concomitanza alla sconfitta dei viola a Cagliari, in pochi si sarebbero aspettati che il quarto posto del Milan durasse solo sette giorni.
Gli uomini di Ancelotti cadono rovinosamente a Napoli e la Fiorentina batte il Parma in rimonta ritornando padrona del proprio destino europeo.
Difficile attribuire delle responsabilità in maniera netta, ma sembra più che plausibile che l'aspetto psciologico, ovvero l'inconscia convinzione di essere già in Champions League, abbia giocato un brutto scherzo al Milan.
L'atto finale vedrà i toscani di scena all'Olimpico di Torino contro i granata già salvi. Di sicuro sarà una festa sugli spalti dove si ritroveranno due tifoserie gemellate, da Milano sperano che si anche l'unica a celebrarsi a Torino...

Salvezza (l'altro Scudetto).
Il primo verdetto stagionale è stato scritto domenica scorsa. Un Livorno falcidiato dalle squalifiche e probabilmente con la testa già alla Serie B, perde con il Torino e dice addio alla massima serie.
La matematica ufficializza le salvezze di Cagliari, Reggina e Torino. Ora rimane un solo posto "in paradiso" e se lo giocheranno tre squadre: Catania, Empoli e Parma.
E pensare che fino all'88' di Juventus-Catania i giochi-salvezza erano fatti. Siciliani salvi con Parma ed Empoli retrocesse. Invece a due minuti dalla fine arriva la zampata di Del Piero che avrà fatto imbestialire il tecnico dei siciliani Zenga, ma che regalerà altri novanta minuti di emozioni agli amanti di questo sport. Che si salvi il migliore, la parola passa al campo.

lunedì 5 maggio 2008

Milan guastafeste, agguantato il 4° posto
Inter assente, 2° matchpoint tra 7 giorni

Un Milan superiore vince e supera la Viola
Poca Inter, ma lo Scudetto resta ad un passo
Salvezza: Il Toro si sveglia, la bagarre s'accende



Era tutto scritto nelle menti dei tifosi nerazzurri: Vincere il derby e festeggiare il 16° Scudetto, con relativi sfottò, davanti ai cugini milanisti. Purtroppo o per fortuna nel calcio fino al triplice fischio dell'arbitro di scritto non c'è niente, ed è così che un Milan più motivato e atleticamente più fresco vince un derby dal doppio gusto: Rimanda la festa dell'Inter e si piazza al 4° posto sopravanzando la Fiorentina sconfitta a Cagliari. A S. Siro c'è il pubblico delle grandi occasioni, l'aria è elettrica e le curve infiammano l'entrata in campo delle squadre con due coreografie apprezzate dal pubblico. La Nord preannuncia la realizzazione di un incubo per i tifosi rossoneri, la Sud rimarca l'ennesima assenza dei cugini dalla finale di Champions League.



Si capisce subito che saranno le motivazioni a fare la differenza e l'Inter, nonostante basti la parola "derby" a farle venire, pare non averne granché. Inzaghi, perfettamente imbeccato da Kakà sfiora il vantaggio tirando addosso a J. Cesar. L'attaccante piacentino si ripete un quarto d'ora dopo, quando manca incredibilmente la deviazione aerea vincente sul perfetto cross di Bonera, e al primo minuto di recupero quando di testa sfiora il palo alla destra del portiere interista. Si va al riposo sullo 0-0 ma al rientro in campo l'Inter resta negli spogliatoi. Il Milan sale in cattedra dominando in mezzo al campo, e legittima la superiorità fin lì avuta con un uno-due "taglia gambe". Alla quarta occasione Inzaghi fa centro. Kakà effettua un cross teso sul primo palo e il centravanti lo tramuta in gol anticipando Rivas e depositando in rete di testa. 9 gol in 5 partite Passano cinque minuti e Ambrosini ruba palla a Vieira ed innesca il pallone d'oro brasiliano che a tu per tu con J. Cesar lo trafigge per il 2-0 rossonero. L'Inter ha l'occasione per riaprire subito la partita con Crespo, ma l'argentino calcia a botta sicura addosso a Kalac.
Il Milan cala i ritmi, l'Inter cerca il gol quasi senza crederci e lo trova grazie ad una punizione magistrale di Cruz. Il pubblico interista spinge i suoi atleti ma la rete del pareggio non arriverà nemmeno con la punizione di Chivu che mette fine al derby della Madonnina. E così il "perfido" sogno interista s'infrange per merito della sontuosa prestazione dei rossoneri.
Per gli uomini di Ancelotti la prossima Champions non è più un miraggio: 4° posto in solitario e tanti ringraziamenti al Cagliari di Ballardini capace di battere la Fiorentina nell'ultimo giorno della settimana horribilis dei Viola. Settimana iniziata con il pareggio beffa di Gastaldello in Fiorentina-Sampdoria, proseguita con l'eliminazione immeritata ad opera dei Rangers e terminata appunto con la sconfitta di Cagliari. Adesso, e non succedeva da parecchio tempo, tutto dipende dal Milan.

Salvezza.
Il Torino torna a respirare con la vittoria ottenuta contro un Napoli che non ha più nulla da chiedere a questa stagione, il Livorno cade a Bergamo e vede ridursi al lumicino le speranze di salvezza.
Punti pesanti per Reggina e Parma, ottenuti battendo rispettivamente Catania e Genoa. L'Empoli perde immeritatamente contro l'Udinese (chiedere a Balli) e si prepara ai due scontri-salvezza con Reggina e Livorno.
Kharja, infine, regala la matematica salvezza al Siena. 1-0 alla Juventus di Ranieri.
La lotta per la permanenza nella massima serie si fa avvincente, nessun verdetto è ancora stato scritto, per farlo bisognerà aspettare gli ultimi 180 minuti di passione.

martedì 29 aprile 2008

Manchester-Barcellona
vale un "viaggio" a Mosca

Azulgrana nel fortino Old Trafford.
I Diavoli Rossi inseguono una finale che
manca dal 1999.



Semifinale: atto secondo. Milioni di telespettatori sono in attesa di assistere alla gara di ritorno tra Manchester e Barcellona, chiunque vedrà l'incontro si augura di non assistere ad un fac-simile della partita di andata. Infatti 7 giorni fa al Camp Nou di Barcellona, Sir. Alex Ferguson decise che l'importante fosse "non prenderle" ed impostò una partita difensiva supportato dalla consapevolezza che una volta usciti indenni dallo stadio blaugrana, tutto sarebbe stato più agevole in casa, davanti al pubblico amico. Ed ecco che una formazione sulla carta spregiudicata con Tevez, Rooney e C. Ronaldo, si trasforma in un modulo dalle velleità offensive quasi azzerate con le due punte di ruolo fatte giocare da esterni di centrocampo. Il Barcellona ha accennato qualche timida sortita offensiva ma, oltre al periodo di appannamento che dura ormai da qualche mese, ha pagato le precarie condizioni fisiche di Messi, appena rientrato dall'infortunio patito contro il Celtic. A questo proposito è sintomatico che il migliore in campo sia stato Zambrotta, non certo uno dei più tecnici dei suoi.

Entrambe le squadre sono reduci da una battuta d'arresto nei rispettivi campionati: Il Barcellona è stato sconfitto in maniera netta dal Deportivo La Coruna, mentre i Red Devils sono usciti sconfitti da Stamford Bridge nel delicato big-match contro il Chelsea.
Gli inglesi vantano comunque il "paracadute-Premierleague", infatti sono ancora in corsa per vincere il titolo nazionale a differenza del Barcellona, ormai da tempo fuori dai giochi, scivolato a -14 dal Real Madrid e sopravanzato anche dal Villareal.

Si riparte dunque dallo 0-0. I Reds Devils spinti dai propri sostenitori, giocheranno a testa alta cercando il gol ma stando contemporaneamente attenti a non prestare il fianco alle ripartenze del Barcellona.
La squadra qualificata per la finale attenderà mercoledì sera di conoscere la sua rivale, nel frattempo immaginerà il viaggio di andata verso Mosca , verso l'ultimo atto, verso la storia.

Probabili Formazioni.

Manchester United (4-4-2): 1 Van der Sar; 3 Evra, 15 Vidic, 5 Ferdinand, 6 Brown; 24 Fletcher, 4 Hargreaves, 18 Scholes, 7 Ronaldo; 32 Tevez, 10 Rooney. A disp. 29 Kuszczak, 2 Neville, 27 Silvestre, 8 Anderson, 11 Giggs, 16 Carrick, 13 Park. Indisponibili: Saha. All. Ferguson
Barcellona (4-3-3): 1 Victor Valdes; 22 Abidal, 3 Milito, 5 Pujol, 11 Zambrotta; 20 Deco, 6 Xavi, 24 Yaya Tourè; 8 Iniesta, 9 Eto'o, 19 Messi. A disp. 13 Pinto, 21 Thuram, 16 Sylvinho, 14 Henry, 15 Edmilson, 7 Gudjohnsen, 27 Bojan. Indisponibili: Ronaldinho, Jorquera. Squalificati: Marquez. All. Rijkaard

lunedì 28 aprile 2008

Milan e Inter: Obbiettivi nel mirino.
Juve: La matematica dice Champions.


Rossoneri a -2 dai Viola, l'Inter rimanda la festa.
Goleada Juve: La Champions c'è.
Bagarre salvezza: Reggina ed Empoli punti d'oro.


Gli onori della classifica impongono qualche considerazione sulla capolista Inter che vincendo col Cagliari, ha posto la ciliegina sulla torta, sperando di assaporarla già nel derby di domenica prossima.
Una squadra lontana anni luce dall'armata invincibile del girone di andata, ma anche grazie a quella marcia iniziale, ha potuto permettersi diversi passi falsi non sfruttati dalla Roma.
I nerazzurri hanno perso in brillantezza e quando ciò accade, le partite si vincono con il cuore. Esattamente quello che ha fatto l'Inter contro i sardi.
Il "Jardinero" Cruz torna sugli scudi. Dopo la rete al Torino di domenica scorsa, che interruppe un digiuno di gol iniziato dopo la marcatura nel derby del 23 Dicembre 2007, timbra il cartellino sbloccando il risultato contro il Cagliari. 12 gol per l'argentino, vera e propria arma in più interista.
Ed ora il derby. L'Inter può laurearsi Campione d'Italia già domenica prossima se:
  • Vince il Derby.
  • Consegue il medesimo risultato della Roma.
E' inutile dire che i tifosi nerazzurri si augurano di festeggiare lo Scudetto davanti ai cugini milanisti e per di più togliendo ai rossoneri punti potenzialmente decisivi per la rincorsa al quarto posto.
Se sulla sponda nerazzurra del naviglio si prepara la festa Tricolore, la Torino bianconera l'ha celebrata ieri con la goleada alla Lazio che ha sancito il ritorno della Vecchia Signora nella massima rassegna continentale.
I biancocelesti sono stati seppelliti dalle reti d Chiellini (autore di una doppietta anche nella gara di Arezzo dello scorso anno che determinò il ritorno in A), Trezeguet (doppietta) e Del Piero. Con il francese e l'italiano intenti a contendere a Borriello lo scettro di capocannoniere del campionato in quella che potremmo definire come una "pacifica lotta" interna.
I mesi bui della Serie B e le scaramucce di qualche scontento a Pinzolo sono ormai lontani ricordi.
Gli uomini di Ranieri hanno compiuto un'autentica cavalcata sulla quale in pochi avrebbero scommesso ad inizio stagione. Il tecnico romano ha saputo mixare al meglio i giovani e senatori ottenendo una formula rivelatasi vincente, ma senza dubbio il merito principale di Ranieri è stato quello di consolidare la mentalità vincente della Juventus. Una mentalità minata dai fatti di Calciopoli seguiti dall'anno di purgatorio in Serie B.

Discorso Champions caldo anche per Fiorentina e Milan, con i rossoneri grati a Gastaldello per il gol del definitivo pareggio a tempo quasi scaduto tra Fiorentina e Sampdoria che porta i rossoneri a soli due punti dal quarto posto.
La squadra di Ancelotti ha chiuso ben presto la pratica Livorno grazie soprattutto ad un redivivo Inzaghi, autore di otto gol nelle ultime quattro partite.
Quella per l'ultimo posto Champions utile sarà una battaglia destinata a durare fino all'ultima giornata anche se bisogna ammettere che i viola hanno disputato una stagione encomiabile, e meriterebbero più del Milan l'accesso ai preliminari di Champions.
Tutto è ancora da vedere dunque, il prossimo turno parrebbe lievemente favorevole alla Fiorentina che impegnata in casa di un Cagliari non ancora salvo, deve far di tutto per incamerare tre punti importantissimi in attesa di buone notizie dal derby del Meazza.

In ottica salvezza punti d'oro per Empoli e Reggina. La squadra di Cagni ottiene l'intera posta a Marassi con il Genoa e si prepara a disputare i due scontri salvezza con Reggina e Livorno nelle ultime due giornate. Il tutto naturalmente dopo avere affrontato l'Udinese settimana prossima.
Per gli amaranto una boccata d'aria grazie alla doppietta di Cozza che ha steso il Parma, i calabresi hanno tratto beneficio dal cambio di panchina. Orlandi sembra aver dato una scossa all'ambiente pronto ora a giocarsi la salvezza con più convinzione.
Sconfitte pesanti per Parma, Livorno e Catania. Per i tecnici delle prime due si registra un pericolo esonero. Staremo a vedere.

domenica 27 aprile 2008

La passione per il calcio in un blog.

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Salve a tutti.
Sono un semplice appassionato di calcio, anzi, utilizzando un termine più appropriato mi definirei un "innamorato del pallone".
Non sono un giornalista nè tantomeno un addetto ai lavori, sono solo un profondo amante dello sport più praticato al mondo.
Dalle partite di calcetto (che disputo con buona frequenza) alla finale di Coppa del Mondo passando per le coppe europee e per i campionati non Italiani (Liga, PremierLeague, Bundesliga...), "tutto fa brodo" si direbbe, ma nel mio caso è più appropriata la dicitura "tutto fa passione".

Apprezzo ogni aspetto di questo sport: quello da tifoso (allo stadio o davanti alla tv per le partite della squadra del cuore), quello da appassionato (ovvero riviste e quotdiani sportivi cartacei e virtuali, partite di calcio internazionale) e quello da praticante (calcetto a 5 o a 7 che sia).

Lo dico subito: Sono tifoso (tifoso, non simpatizzante) del Milan, ma mi riconosco una certa obbiettività nel commentare le vicende riguardanti le altre squadre. Spero avrete modo di constatarlo direttamente scorrendo i messaggi che di volta in volta inserirò in questo spicchio di web.

Si dice che in Italia ci siano 56.000.000 di Commissari Tecnici, beh... sono orgogliasamente uno di questi e ho deciso di creare queste "pagine di calcio" perchè adoro parlare di calcio ma come sappiamo "verba volant, scripta manent".

Ringrazio fin d'ora quanti avranno la pazienza di leggere e di commentare i miei umili scritti pallonari.

PS: Aggiungo che utilizzerò questo blog anche per fare un po' di "palestra" di scrittura. Mi rendo conto di avere delle piccole lacune in tal senso, e spero che il percorso intrapreso tramite questo blog mi aiuti a colmarle.

 
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