mercoledì 21 maggio 2008

Inter Campione d'Italia
Quelli che...il 5 Maggio non lo ripetono

Torna Ibrahimovic e l'Inter si prende lo Scudetto.
Fiorentina in paradiso, Milan: Purgatorio Uefa.
Empoli e Parma raggiungono il Livorno in B.


Stadio G. Meazza, 11 Maggio 2008, ore 16.50 circa, Gava fischia la fine di Inter-Siena ed il pubblico di S. Siro sommerge di fischi la squadra nerazzurra. Sono fischi di frustrazione e rabbia per non avere messo le mani sul titolo nell'occasione ideale per farlo.
Una sparuta minoranza di sostenitori interisti aspetta l'uscita del pullman ed inscena una mini-contestazione. Dopo la sconfitta nel derby c'era il desiderio di chiudere una volta per tutte la contesa tricolore con la Roma, ma il rinvio del verdetto all'ultima giornata mette in agitazione la tifoseria nerazzurra, delusa dall'aver visto sprecare due matchpoint nelle ultime due partite.
Inizia così una delle settimane più dure del campionato dell'Inter. Iniziano a riaffiorare i ricordi del 5 maggio 2002, dello Scudetto perso all'ultima giornata.
La settimana scorre lentamente tra dichiarazioni d'intenti, desideri di vittoria e di sorpasso e intercettazioni. Sì, intercettazioni. Infatti a metà settimana vengono pubblicate le trascrizioni di alcune telefonate dal contenuto discutibile intercorse tra un tale Domenico Brescia e alcuni esponenti della società Inter tra i quali l'allenatore e il capitano della squadra.
L'Inter entra i silenzio stampa per evitare polemiche, ma la tempistica con la quale sono state rese note le intercettazioni infastidisce e non poco in via Durini.
Si arriva in questo clima all'ultima giornata. La Roma ha la mente libera, gioca senza pressioni e all'ottavo minuto è già in vantaggio nonché virtualmente Campione d'Italia. I romanisti vorrebbero che Crono, sovrano del tempo, ne fermasse lo scorrere. Impossibile.
A Parma la partita non regala particolari emozioni, almeno non fino all'ingresso in campo di Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese cambia la partita. Uno-due ammazza Parma in quindici minuti, Inter Campione d'Italia e tanti saluti alla Roma.
Al triplice fischio di Rocchi (con il quale l'Inter non aveva mai vinto), esplode la gioia dei calciatori nerazzurri, della società, dello staff tecnico e di tutti gli interisti d'Italia.
Si conclude così un Campionato insospettabilmente avvincente considerato il tenore della marcia iniziale degli uomini di Mancini. Ed è proprio nella prima parte di stagione che l'Inter ha vinto lo Scudetto, mettendo tanti punti in cascina in grado di attutire quelli persi nella seconda parte.
I molteplici infortuni e un fisiologico calo fisico hanno contribuito a reinserire la Roma nella lotta Tricolore. Un Campionato meritato dunque, come sarebbe stato meritato qualora a spuntarla fosse stata la squadra di Spalletti.
Nella capitale tiene ancora banco il discorso arbitri, qualche giocatore sostiene che l'Inter sia stata favorita da più di un caso. Sicuramente si è verificato qualche episodio controverso, e probabilmente quest'anno i torti subiti dai campioni d'Italia non compenseranno i favori, ma appare pretestuosa una tale delegittimazione dei meriti dell'Inter.
Scudetto in archivio dunque, ora è tempo di calciomercato e in casa dei Campioni tiene banco il caso Mancini: Va o Resta? A breve è previsto un incontro tra il patron Moratti e il tecnico di Jesi, una cosa è certa: Mancini è ancora una volta Campione d'Italia, staremo a vedere se sarà lui a guidare l'Inter alla difesa del titolo.

Champions.
Al Milan non riesce il sorpasso. I rossoneri piegano 4-1 l'Udinese ma a Torino la Fiorentina supera i granata grazie ad un gol capolavoro di Osvaldo e stacca il biglietto, meritatamente, per l'Europa che conta (preliminari permettendo).
Il Milan riparte dalla Coppa Uefa dopo cinque anni consecutivi di Champions targati Ancelotti, anni arricchiti da due affermazioni e funestati da serate quali Istanbul La Coruna.
In via Turati si sta facendo il punto della situazione con la consapevolezza che servirà operare oculatamente sul mercato per poter raggiungere l'obbiettivo messo per forza di cose in cima alla lista: Lo scudetto.

Salvezza.
Empoli e Parma raggiungono il Livorno in serie B. Mentre il Catania pareggia meritatamente la gara con la Roma e raggiunge l'ultimo posto in paradiso.
Il presidente empolese Corsi ha annunciato che sarà un cavallo di ritorno a guidare la squadra alla risalita in A: Silvio Baldini.
A Parma invece non è dato sapere se Andrea Manzo darà seguito alla sua breve carriera sulla panchina dei ducali anche nella serie cadetta.
Ora si aspetta la fine del campionato di serie B per sapere quali squadre andranno a riempire i vuoti lasciati dalle retrocesse dalla serie A.

5 commenti:

gipo3 ha detto...

devo dire che e' piu' piacevole leggere questo blog che quei mammasantissima che scrivono sui giornali sportivi

Crimar ha detto...

Che la Roma giocasse con la mente libera è opinabile, visto che oltre a dover per forza vincere su un campo infuocato, era anche costretta a sperare nelle buone notizie provenienti da Parma. Anch'esse avevano una certa importanza, infatti da quello che ho sentito dopo l'uno-due di Ibrahimovic i giallorossi hanno mollato la presa.
Quanto ai neo-Campioni d'Italia, ci siamo presentati in campo con addosso una comprensibilissima paura. Nessuno voleva il pallone fra i piedi temendo la responsabilità di un eventuale sbaglio irreparabile. E' per questa ragione che i giocatori nerazzurri stavano tutti fermi nelle loro posizioni scegliendo sempre il passaggio più facile. Quindi prevedibile, quindi inefficace. Con l'ingresso di Ibrahimovic la musica è cambiata; lo svedese con la sua strafottenza non solo ha realizzato il gol-scudetto al termine di un'azione personale, ma si è anche permesso di fallire il più comodo dei 2-0 e di raddoppiare appena 30 secondi dopo chiudendo tutti i giochi. Chiunque altro avesse sbagliato in quel modo da solo davanti a Pavarini, nei rimanenti 13' sarebbe sparito letteralmente dal campo.

Rui10 ha detto...

A mio avviso è stato proprio il fatto di non essere arbitri del loro destino ad aver indotto gli uomini di Spalletti ad entrare in campo con la testa sgombra.
L'Inter, come tu stesso affermi, è invece entrata in campo impaurita, con la cosiddetta "paura di vincere".
Il mio pensiero è sintetizzabile così: La Roma non aveva nulla da perdere, l'Inter tutto.

Anonimo ha detto...

direi che noi siamo scesi in campo con una paura folle, ma credo che noi tifosi ne avessimo di più.
la Roma aveva già fatto tutto, era tranquilla... lo scudetto sarebbe stato un di più... hanno fatto bene a crederci,a provarci...
noi siamo riusciti a sbloccare l'inerzia della partita con Ibra.

complimenti Rui per la tua analisi.
Dana

LELLO1899 ha detto...

Ciao ,
dobbiamo considerare che la Roma è vero che è scesa con la testa sgombra , ma è altrettanto vero che i punti persi contro squadre di bassa classifica ( Empoli , Livorno , Siena ) non lasciavano cmq. del tutto tranquilli ....
Dell'Inter non parlo per "conflitto di disinteresse".
Argomeno Milan ; risulta sempre difficile esprimere un parere per un "praticante di fede rossonera",
si passa sempre per estremi , o si è tacciati di "servilismo" oppure per un verso contrario di "ingratitudine" .
Il sottoscritto cerca di avere sempre una posizione mediana , appartengo a coloro che non giustificano Ancelotti con la formula del " con quelli che aveva non poteva fare di più" in quanto ritengo che il suo fossilizzarsi su di un modulo ritenuto incrollabile sia stato alla lunga più deleterio di certe amnesie difensive condite da una stagione decisamente sottotono di 2 terzi del centrocampo , che ha penalizzato anche le punte avvilendo le prestazioni degli attaccanti costretti allo "spalle alla porta " vista la penuria di palloni dalle fasce.( comodo accusare Gilardino appiccicandogli le solite etichette italiche prive di controanalisi di sorta )
Vorrei scrivere di più ma mi accorgo di essere stato lungo e a tratti ho litigato con sintassi e logica del periodo ( colpa anche del formato ...) Ciao Raffaele (aka Lello 1899)

 
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