domenica 22 giugno 2008

Cuore Azzurro: Siamo ancora vivi.
I galletti lasciano Euro2008 a cresta bassa.

Pirlo e De Rossi stendono i Blues.
Domenech recrimina: "Espulsione bizzarra".
Nei quarti ci aspetta la Spagna maraVILLA.


Con la partita di martedì sera il gruppo C conquista a pieno titolo l'etichetta di "Gruppo dei tabù sfatati". Dopo l'Olanda, capace di battere gli azzurri trent'anni dopo, ecco l'Italia fare la medesima cosa ai danni dei francesi.
Erano in corso di svolgimento i Mondiali '78 e, nella prima gara del girone eliminatorio, i "ragazzi" di Bearzot ribaltarono l'immediato vantaggio francese di Lacombe grazie a Paolo Rossi e Zaccarelli, fissando il risultato finale sul 2-1.
Non li battevamo (nei tempi regolamentari) da trent'anni, è vero. Ma piegarli ai rigori, nella partita più importante del panorama calcistico, è stato ugualmente eccitante. O sbaglio? Quarta stella e adieux mes amis.
Per non rendere disastrosa la spedizione in Austria e Svizzera eravamo costretti a battere la Francia sperando che la Romania, impegnata a Berna contro l'Olanda, non vinca.
Negli occhi degli atleti azzurri c'è la luce di chi è disposto a tutto per ottenere l'intera posta in gioco.
La gara si mette subito in discesa per l'Italia: Toni dopo soli tre minuti ha l'occasione giusta ma la spreca malamente. Pochi minuti dopo Frank Ribery è costretto ad uscire vittima di un infortunio piuttosto serio, i transalpini perdono così uno dei giocatori più temibili della loro formazione.
All'undicesimo minuto Mekelele respinge sulla linea una deviazione di testa di Panucci. Poi la svolta. Toni aggancia alla perfezione un lancio di 50 metri di Pirlo, Abidal lo stende senza troppi complimenti: rosso per lui e rigore per noi. Dal dischetto Andrea Pirlo trasforma.
I Blues accusano il colpo e, prima della fine del primo tempo, Grosso colpisce il palo con un'ottima punizione.
Nella ripresa gli uomini di Domenech cercano il pari dimostrando però di avere poche idee in merito. Le volte che riescono a proporsi in attacco, trovano sulla loro strada un Buffon in grande spolvero.
A circa metà della seconda frazione di gioco gli azzurri chiudono i conti. Punizione di De Rossi deviata da Henry ed imprendibile per Coupet. I ragazzi di Donadoni sbrigano al meglio la pratica Francia, nel frattempo l'Olanda piega senza grande sforzo, una Romania troppo rinunciataria e forse con la testa già ai quarti.
Nel post partita Domenech parlerà di "partita condizionata" e di "espulsione bizzarra", di bizzarro c'è sicuramente il fatto che non abbia null'altro da dire se non chiedere la mano della sua amata Estelle a mezzo stampa.
Ora ci apprestiamo ad affrontare la Spagna di Aragones per centrare la semifinale. Le "Furie Rosse" hanno dalla loro grandissime individualità quali Torres, Villa, Xavi e Fabregas ma in difesa, complice il periodo opaco di Ramos e Pujol, diventano più che vulnerabili.

mercoledì 11 giugno 2008

Una cascata di Aranciata sugli azzurri

Un'Italia assente ingiustificata fa divertire gli Oranje.
Donadoni: "Questa sconfitta deve caricarci in vista dei
prossimi impegni".
Buffon: "Chiediamo scusa agli italiani".

Nel match delle 18.00 Francia e Romania finiscono a reti bianche.


Olanda-Italia.
30 anni. Tanto era passato dall'ultima sconfitta azzurra ad opera degli arancioni. Girone semifinale dei Mondiali '78 e anche in quell'occasione fecero tutto i nostri avversari: autorete di Brandts (che si rifece nel secondo tempo pareggiando) e gol vittoria di Haan.
In tema di precedenti la mente dei tifosi italiani scorre immediatamente al 29 giugno 2000, semifinale del Campionato Europeo. Zambrotta espulso dopo mezz'ora, olandesi padroni del campo e del gioco ma incapaci di realizzare i due rigori conquistati (parata di Toldo su De Boer e palo di Kluivert). E' una serata da sogno per Toldo che trascina letteralmente i suoi compagni ai calci di rigori e, nella lotteria che in più di un'occasione ci aveva visti perdenti ('90, '94, '98), para altri due penalty spalancandoci le porte della finale.
Otto anni dopo le due compagini si ritrovano avversarie, gli azzurri arrivano all'esordio europeo con la pesante etichetta di Campioni del Mondo mentre la squadra allenata di Van Basten , che a fine Europei lascerà la guida tecnica della nazionale olandese per approdare all'Ajax, appare troppo sottovalutata dai media. Nessuno dubita della vittoria dell'Italia nonostante la pesantissima assenza del capitano Fabio Cannavaro.
Ed invece, come accade spesso, i fatti smentiscono le parole. L'Italia entra in campo molle e l'Olanda ci mette poco a prendere in mano il comando delle operazioni.
Dopo avere sprecato un'ottima occasione su passaggio di Kuyt, Van Nistelrooy sblocca il risultato 26° quando devia in rete in apparente posizione di fuorigioco. Lo tiene invece in gioco Panucci infortunato oltre la linea di fondo.
Gli azzurri cercano la reazione immediata e si gettano subito all'attacco. Purtroppo lo fanno in modo confusionario e cinque minuti dopo il vantaggio, gli Oranje raddoppiano. Azione da manuale in contropiede e raddoppio di Sneijder che a fine gara parlerà di "azione da fare vedere nelle scuole calcio".
L'Italia latita in ogni reparto. La difesa, con Materazzi e Barzagli, è insicura, il centrocampo dei tre milanisti (Gattuso, Pirlo, Ambrosini) non imposta e non fa filtro, gli avanti non pungono.
Si va al riposo sul risultato di 2-0, non prima di aver visto un'altra occasione capitata sui piedi di Van Nistelrooy e salvata da Buffon.
Nella ripresa, forse un po' tardivamente, Donadoni prova a cambiare qualcosa: Grosso, Del Piero e Cassano prendono il posto di Materazzi, Di Natale e Camoranesi.
Del Piero si libera due volte al tiro e Cassano fornisce a Toni un ottimo assist vanificato però dal bomber in forza al Bayern.
Grosso spinge forte e va vicinissimo al gol facendosi però respingere la conclusione ravvicinata da Van Der Sar. Il portiere ex Juve si ripete poco dopo respingendo una pericolosa punizione di Pirlo.
L'Italia è tutta qui e, ancora una volta in contropiede, l'Olanda trova il gol del 3-0 con Van Bronkhorst.
Il post partita è un coro unanime di critiche verso Donadoni, colpevole secondo i più, di avere schierato un Materazzi fuori forma, di avere lasciato in panchina De Rossi e di non avere inserito dal primo minuto almeno uno fra Del Piero e Cassano.
Chiunque col senno di poi, avrebbe fatto scelte diverse ma pochi alla vigilia avrebbero definito inopportuna la formazione poi scesa in campo.
Adesso non si può più sbagliare, servono due vittorie contro Romania e Francia. E questa nazionale può ottenerle.

Francia-Romania.
Nell'altra partita valevole per il gruppo C, Francia e Romania non vanno oltre lo 0-0.
Domenech deve rinunciare al convalescente Vieria e lo sostituisce con Toulalan. In attacco spazio ad Anelka preferito all'acciaccato Henry.
La Romania recita alla perfezione un copione già scritto: per prima cosa non prenderle, e ci riesce benissimo. Le punte francesi si scontrano con l'arcigna difesa rumena che però qualcosa concede come quando Abidal colpisce di testa indisturbato in area mandando il pallone alto.
La Francia prova a cambiare con l'inserimento di Nasri e Gomis al posto degli spenti Benzema e Anelka.
Il leit-motiv resta lo stesso con la Francia poco brillante e la Romania che tiene duro dietro. Gli attacchi dei Blues sono evanescenti e al triplice fischio fanno festa solo i tifosi rumeni.

martedì 10 giugno 2008

Podolski trascina la Germania
Croazia: vittoria di rigore

L'uno-due della punta del Bayern stende la Polonia.
Per i croati rigore lampo e bottino pieno.



Austria-Croazia.
Dopo la sconfitta della Svizzera nel match inaugurale della manifestazione, anche il secondo paese ospitante viene sconfitto alla prima uscita. E per giunta con il medesimo risultato.
Le statistiche non lasciavano presagire nulla di buono per gli uomini di
Hickersberger; infatti la Croazia non è mai uscita sconfitta dalla gara d'esordio di questa manifestazione.
I padroni di casa non hanno nemmeno il tempo di prendere confidenza con la posizione da tenere in campo che la partita prende una svolta che si rivelerà decisiva: fallo netto in area di Aufhauser su Olic. Rigore sacrosanto. Il neo acquisto del Tottenham, Luka Modrić, trasforma il penalty più veloce della storia dei campionati europei di calcio.
Sono passati appena quattro minuti e per l'Austria è già in salita.
I croati continuano a spingere e si rendono pericolosi dalle parti di Macho grazie agli avanti Olic e Petric.
Il secondo tempo vede scendere in campo un'Austria trasformata. Merito soprattutto delle sostituzioni azzeccate. Vastic e Korkmaz portano subito vivacità alla partita, quest'ultimo impegna severamente da fuori il portiere croato Pletikosa, costringendolo ad una non facile respinta.
Kienast, infine, ultimo subentrato tra le fila austriache, sfiora il gol del pareggio nei minuti di recupero: il suo colpo di testa passa vicino al palo.
L'Austria deve assolutamente vincere il prossimo incontro contro la Polonia se vuole mantenere qualche speranza di approdare ai quarti di finale anche se, onestamente, il discorso qualificazione sembra essere segnato in favore di Croazia e Germania.

Germania-Polonia.
Dortmund, Westfalenstadion, 4 luglio 2006. Ore 23.30 circa: Le speranze tedesche di raggiungere la finale dei Mondiali casalinghi sono state spazzate via da due reti dell'Italia al 119' e 121' minuto di gioco. La Coppa del Mondo tornerà a casa degli italiani dopo ben ventiquattro anni. E' da questa estromissione che partono i desideri di rivalsa e di riscatto degli uomini di
Joachim Löw (subentrato al dimissionario Jürgen Klinsmann nell'Agosto 2006), desiderosi di conquistare un trofeo che manca dal 1996 quando una doppietta di Bierhoff consentì ai tedeschi di vincere il terzo europeo della loro storia (ultimo titolo messo in bacheca).
Dodici anni dopo la Germania esordisce nella tredicesima edizione dei campionati europei affrontando la Polonia, incontro valido per il raggruppamento B. Nel prepartita va registrato l'arresto di un centinaio di tifosi tedeschi, autori di cori nazisti e offese razziste rivolti ai supporter polacchi.
La Polonia parte bene senza alcun complesso reverenziale ma sono i giocatori in maglia bianca a sfiorare il gol con Mario Gomez dopo appena quattro minuti. E' il preludio al vantaggio che arriva al 19° minuto. La difesa polacca sale in ritardo sul passaggio filtrante di Gomez e Klose può appoggiare per Podolski per la più facile delle segnature. Assist e rete di due giocatori dalle chiare origini polacche.
La formazione di Leo Beenhakker non si scompone e a dieci minuti dall'intervallo una conclusione di Zurawski mette i brividi a Lehmann.
La seconda frazione di gioco scivola via fino al 60° quando Smolarek viene fermato per un fuorigioco molto più che dubbio. La Polonia sembra crederci ma i tedeschi si rifanno sotto con una conclusione di Ballack respinta da Boruc, e chiudono i conti al 72° con un tiro al volo di Podolski lasciato libero di concludere da solo in area di rigore.
La partita finisce qui. Polonia punita oltre i propri demeriti dalla solita Germania, poco spettacolare ma tremendamente concreta.

domenica 8 giugno 2008

Euro2008 al via: Portogallo e Rep. Ceca ok.

Portogallo show: Ronaldo primo attore.
Cinismo Ceco: Svěrkoš punisce i padroni di casa.

Svizzera-Rep. Ceca.
La tredicesima edizione dei campionati europei si apre con il primo impegno di uno dei paesi ospitanti: La Svizzera. Gli elvetici degli "italiani" Inler e Behrami, affrontano la Repubblica Ceca di Ujfalusi & co.

Primo tempo statico da parte degli uomini di Brückner che badano più alla fase difensiva che a quella propositiva. I cechi dal canto loro possono contare su una difesa quasi imperforabile: solo 5 reti subite durante le gare di qualificazione.
La prima frazione è tutta di stampo svizzero.
Inler è il metronomo perfetto della squadra di Köbi Kuhn e Behrami imperversa sulla fascia destra tenendo in apprensione la retroguardia ceca.
Cech però si dimostra all'altezza della sua fama, la soglia di attenzione sempre alta gli consente di chiudere con precisione su Frei. La punta svizzera in forza al Wolfsburg è poi costretta ad uscire vittima di uno scontro fortuito a centrocampo. La diagnosi sa di Europeo finito: distorsione del ginocchio con lesione del collaterale ed interessamento del crociato.
Nel secondo tempo l'allenatore ceco effettua il cambio decisivo: Fuori uno spento
Koller e dentro il giovane Svěrkoš, punta del Banik Ostrava. Il numero 10 approfitta di un'indecisione della difese elvetica su un pallone alto e beffa Benaglio di esterno destro.
I rossocrociati cercano immediatamente la rete del pareggio e vanno vicini a trovarla: Su respinta di Cech, il nuovo entrato
Vonlanthen colpisce però la traversa da due metri.
Per la Repubblica Ceca massimo utile con il minimo sforzo, la Svizzera può rammaricarsi per le occasioni non concretizzate ma deve iniziare da subito a pensare al prossimo decisivo impegno contro la Turchia.

Portogallo-Turchia.
Il ricordo dell'ultima partita di un Campionato europeo per i portoghesi è amaro anzi amarissimo. Quattro anni fa iniziarono e conclusero la loro avventura casalinga sconfitti dalla Grecia di Otto Rehhagel. Ma se la prima imposizione greca non lasciò alcun segno, l'ultima impedì agli uomini di Scolari di sollevare il primo trofeo della storia del Portogallo.
Riparte da qui il Portogallo, con quella delusione sempre ben presente nella testa di chi la visse sul campo, allo stadio o davanti alla
tv.
Quattro anni dopo i lusitani non potevano esordire in maniera migliore. 2-0 secco alla Turchia di
Terim, risultato che avrebbe potuto assumere proporzioni ben diverse.
Cristiano
Ronaldo è una costante spina nel fianco per la difesa turca e va vicinissimo al gol con una punizione da distanza considerevole che si stampa sul palo dopo una deviazione di Volkan.
Il Portogallo sfrutta la qualità dei suoi
uomini migliori, ma a sbloccare il risultato è l'uomo che non ti aspetti: Pepe.
Il difensore del Real Madrid, al quale è stato annullato un gol nel primo tempo, si propone in avanti e dopo aver chiuso un triangolo con
Nuno Gomes, deposita in rete il pallone dell' 1-0.
I portoghesi illuminano lo stadio di Ginevra con giocate d'alta qualità, ma manca sempre la cattiveria necessaria a chiudere la partita.
La Turchia non reagisce, almeno non tanto da mettere in serio pericolo il Portogallo che invece a tempo scaduto trova il 2-0 con
Raul Mereiles.
Scolari può essere più che soddisfatto della gara dei suoi, unico rammarico l'incapacità di chiudere la gara al più presto. Ed ora mente rivolta alla Repubblica Ceca prossima avversaria, un'altra permetterebbe a Cristiano
Ronaldo & co. di staccare il biglietto per i quarti di finale.

 
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